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I giochi dell’estate – parte seconda

September 13, 2010

Prosegue (e si conclude) la mia personale rassegna di perditempi estivi, con qualche altro breve commento su vari giochi per Ihone usciti nell’estate…

Monster Dash

Halbrick è lo sviluppatore dietro a quel piccolo fenomeno che è stato Fruit Ninja, lodato, copiato e sfruttato all’inverosimile. E non solo: al suo attivo ha anche un altro paio di giochini scaricabili per PSP e per Xbox360, tutti oggetto di pttime recensioni. Uno di questi è Ages of Zombies: uno shoot’em up visto dall’alto per PSP (quindi esiste ancora la PSP… buono a sapersi!)

Il protagonista di Ages of Zombies è un omino con la barba un po’ incolta è un grosso shotgun in mano: e sempre lo stesso omino, Barry Steakfries domina questo Monster Dash, universamente definito come un “Canabalt con la pistola”. Monster Dash è un runner, vale a dire, un gioco dove si deve pilotare un personaggio che corre attraverso una serie di ostacoli, facendolo saltare al momento giusto. Ma mentre nei runner classici (Canabalt, prima di tutti) esiste un solo bottone, quello per saltare appunto, qui se ne aggiunge un secondo: non si scappa e basta, si spara anche.

In termini di meccanica, l’innovazione di Monster Dash è tutta qui: un elemento in più, ma non esattamente una rivoluzione. Il gioco però si differenza notevolmente da Canabalt in altri modi: la dove Canabalt era sempre uguale, caratterizzato dalla stessa grafica monocromatica, Monster Dash a implementato un meccanismo interessante. Ogni mille metri di percorso si viene “teleportati” in una nuova ambientazione: la città degli zombies, la muraglia cinese, l’antico egitto, la transilvania, ognuno con dei mostri a tema. E lungo la strada non mancano i power up per seccare i mostri in maniera un po’ diversa: si va dalla moto con cui investire i mostri al fantastico jet pack che spara quando si alza in aria.


Insomma: un gioco che riescie a rendere sempre interessante e vario un genere che di norma pecca un po’ in monotomia. Tanto di cappello.

Grafica:9
Sonoro:7
Controlli:9
Gameplay:8

Sviluppatore/Distributore: Halfbrick Studios

A skeleton story

Altro giro, altro runner. Stesa meccanica di cui sopra, ma un po’ diversa. La storia del gioco non è del tutto chiara: in pratica voi siete un morto e state inseguendo un gatto nero attraverso i tetti di una città. Il gioco è preso da un fumetto, ok: ma per i poveri ignoranti (come me) che non lo conoscono il video introduttivo (bellissimo) non fa molto per chiarire la trama. In pratica però si tratta di correre per i tetti inseguendo questo benedetto gatto, sparando ad altri morti che per qualche misteriosa ragione vogliono anche loro il gatto (o forse ce l’hanno con noi? Bho).

Ci sono anche delle monete da collezionare (per potenziare il personaggio al pub), e il gioco progredisce attraverso infiniti livelli, senza però alcun cambiamento di ambientazione, grafica, meccanica o che.

La giocabilità non è certo ai livelli di Monster Dash, anche se i recenti aggiornamenti la stanno un po’migliorando, ma la grafica è davvero ben curata, e vale la pena di provarlo in attesa dei successivi episodi già annunciati (che magari spiegano anche qualcosa della storia? Chissà!). A questo gioco mancheranno forse tante cose ma un merito grosso ce l’ha: con la sua storia incomprensibile, che ricorda qualcosa di Grim Fandango, ed il suo personaggio che insegue spiritato i gatti neri, e i suoi tetti meravigliosi, A skeleton story ha una grossa personalità… e si vede che dietro c’è tutto un mondo.

Speriamo il resto migliori.

Grafica:9
Sonoro:7
Controlli:7
Gameplay:6

Sviluppatore/Distributore: KF lab e GG Studio

Do-Don-Pachi Resurrection

Definire questo gioco “incasinato” è riduttivo e fuorviante. Perchè il gioco in realtà è un classico shoot’em up: si guida una navetta che spara incessantemente abbattendo frotte di nemici. Quello che incasina il tutto è la ridicola quantità di cose che si agitano sullo spazio ristretto del monitor: grappoli di proiettili, greggi di nemici, montagne di boss. Ci sono momenti dove è pressoché impossibile distinguere il nostro fuoco da quello degli avversari. E ce ne sono altri dove ci viene lanciata contro talmente tanta roba da rendere impensabile dribblarla tutta.

La navicella si controlla trascinando un dito sullo schermo. Spara in automatico con l’arma base, e sono inoltre disponibili alcune armi attivabili (bombe e laser) nonchè delle diverse modalità per fare danni più cospicui. Le navicelle disponibili sono 3, con armi differenti, ed i modi di gioco sono due: questo contribuisce ad aumentare notevolmente la longevità, poichè rende necessario ottimizzare due strategie differenti a seconda del modo.

Apprezzo anche che il gioco non si senta in dovere di presentare una trama assurda come nella maggior parte dei giochi di questo tipo: qui non ci sono intro o cose di questo tipo, ma si vs subito dritti al sodo, senza perder tempo in preamboli.

E la grafica è assolutamente spettacolare e questo non stupisce: lo sviluppatore è quello di Espgaluda II ed è specializzato in splendide conversioni di shoot’em up classici giapponesi.  Insomma, Do-Don-Pachi Resurrection è un gioco assolutamente da provare, soprattutto se siete fan del genere.

Grafica:9
Sonoro:8
Controlli:8
Gameplay:9

Sviluppatore/Distributore: Cave


Frogatto

Ammetto di non amare troppo i platform per Iphone… trovo i controlli sempre un po’ ferraginosi, e mi stufo quasi subito. Però Frogatto aveva un suo stile e casomai non si fosse capito vado pazza per la pixel art… quindi non mi sono potuta esimere dal farci un giro.

Frogatto è un platform piacevole, dove controllate una specie di rana verde (personalmente mi sfugge quali siano gli elementi “gatteschi” del personaggio) che fa le solite cose che fanno i protagonisti dei platform: salta di qua e di la su piattaforme più o meno statiche e cerca di evitare i cattivi. Detta rana più che avere tratti in comune coi gatti ha una stretta parentela con Yoshi di nintendiana memoria, e può ingollare i nemici con la sua lingua lunga per poi risputarli fuori (eccheschifo!), utilizzandoli come proiettili contro altri nemici o in modi altrettanto ameni.

La storia ha la deliziosa leggerezza tipica delle storie di questo genere: vi svegliate una mattina da sfaccendati totali, il vostro coinquilino vi manda a cercarvi un lavoro e in men che non si dica vi trovate a dover salvare tutta al città/mondo/cosmo intero.

Io continuo a trovare i controlli un pelo refrattari, ma è chiaro che ho un problema con il genere.

La grafica invece la trovo davvero meravigliosa, così splendidamente old-fashion, e ritengo che il gioco meriti la spesa anche solo per poterla vedere. Tra l’altro è notevole come andando avanti compaia in zone forestali una notevole dominante cupa, molto interessante e che ricorda tantissimo Phoenix Spirit: altro gioco con una grafica splendida e dei controlli un pelo spallanti che consiglio vivamente.

Da segnalare che per quanti volessero provare il gioco, potete scaricarlo gratuitamente per PC o per Mac dal sito dello sviluppatore.

Grafica:9
Sonoro:8
Controlli:7
Gameplay:8

Sviluppatore/Distributore: Benjamin Anderman

Fastar!

Fastar! è il gioco più stupido del mondo. Si tratta di un gioco di ruolo a scorrimento laterale, dove si avanza verso destra e dove dovete combattere dei quadrati. Tutto qui.

In realtà è impossibile apprezzare Fastar! veramente senza essere dei grossi fan del genere giochi di ruolo, perchè tutto il gioco è strettamente basato sullo sfotterli in maniera aperta e senza mezzi termini. Le dinamiche sono quelle proprie del genere: vi spostate in battaglia, combattete i nemici, accumulate esperienza e ricchezze, poi arrivate nel paese e potenziate armi e statistiche del personaggio. E non solo quello: anche la presentazione è quella classica: incontri casuali, ingressso nei villaggi: tutto segue in maniera quasi manualistica il genere.

Ma Fastar! rinuncia a qualsiasi tipo anche labile di storia e al tempo stesso si ostina per dare alla missione un tono comicamente epico: state facendo a pezzi degli stupidissimi quadrati, inutile far tante storie.

E anche i controlli sono assolutamente semplici: si tratta soltanto di inclinare per muoversi a sinistra o a destra (è ammesso tornare indietro, se il cubo che ci attende è troppo forte) e si tocca lo schermo per attaccare il quadrato di turno. Ah, e se state pensando “Ma che palle, sempre quadrati!”, bhe lasciate che vi dica che siete dei gran superficiali: perchè c’è quadrato e quadrato. In Fastar! ogni quadrato è diverso e viene descritto in maniera più o meno unica: dimensioni, colore e atteggiamente cambiano, ci sono “Andry Red Square” e “Big Yellow Square” e via di seguito. Ed ognuno ha un modo di comportarsi e delle statistiche del tutto differenti.

Insomma, Fastar! è un gioco dotato di autentico senso dell’umorismo, che ogni amante dei GDR dovrebbe provare… ma è anche un gioco stupidamente divertente nella sua comica semplicità.

Grafica:6
Sonoro:7
Controlli:8
Gameplay:9

Sviluppatore/Distributore: Cat in a Box

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